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aprile, 2012

  1. Dalla fabbrica dei reclami all’alleanza fra telefono e computer

    aprile 24, 2012 by La Snorky

    Tipologie ed evoluzione dei call center

    (CC) foto di RandyPertiet

    Con il termine call center si definisce un’organizzazione che all’interno di imprese o enti o all’esterno, fornisce servizi specializzati di interazione mediante telefono e/o altri media (fax, internet, email, social network) con clienti e/o utenti (customer care) in modo strutturato. I call center possono essere di tipo inhouse quando il servizio è interno all’azienda, outsourcing, quando il servizio è svolto all’esterno, affidato con convenzione o con appalto. In base poi alla modalità di erogazione dei servizi, possono essere inbound (servizi erogati al momento della ricezione di chiamate, come customer care, help desk tecnico, servizi di acquisizione di ordini) o outbound (servizi erogati attraverso chiamate telefoniche come telemarketing per promozione e vendita, servizi di ricerca di clienti, gestione di appuntamenti, inviti ad eventi, recupero crediti, interviste per sondaggi o ricerche di mercato). Il call center non è quindi un centralino che smista le chiamate, come già abbiamo accennato, ma un’interfaccia umana multifunzionale che si avvale di strumenti informatici e di comunicazione altamente teconologici. Gli operatori di call center sono dunque veri e propri consulenti telefonici, in grado di accogliere e comprendere le necessità degli utenti e di guidarli verso le soluzioni, il tutto con il dovere e l’onere di rappresentare l’azienda per la quale svolgono quel tipo di servizio. (more…)


  2. Attendere, prego

    aprile 17, 2012 by La Snorky

    (cc) foto di thebbp

    Buongiorno in cosa posso esserle utile?

    Pronto?

    Pronto?

    …Oh scusi! Mentre aspettavo ero a fare una faccendina!

    Buongiorno in cosa posso esserle utile?

    Maronna! Tra un po’ con quest’attesa e questa musica mi stavo addormentando!

     

     

    Pronto?

    Signore mi sente?

    Sì, sì, aspetti…m’è scappato il cane!

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  3. Pronto? Pronto? C’è ancora qualcuno?

    aprile 12, 2012 by La Snorky

    La crisi nei call center

    (cc) di roberto_ferrari

    Il lavoro nel call center per molto tempo è stato vissuto come un ‘non lavoro’ (e  spesso nell’immaginario comune lo è tuttora), mentre oggi si presenta come un lavoro strutturato che ha bisogno di conquistare un proprio riconoscimento e una propria stabilità. È proprio la crisi degli ultimi anni, che ha colpito anche questo settore, che ha messo in evidenza la mancanza di una politica indutriale specifica. Tra il 2009 e il 2010 si sono persi 8.000 posti di lavoro e l’emorragia è proseguita anche per il 2011 con buona parte delle perdite previste (13.000) dal ‘Quarto Rapporto sulla dinamica occupazionale nei call center in outsourcing’, realizzato dal sindacato SLC CGIL e presentato a febbraio 2011.

    Prima di entrare nel merito delle cause della crisi, vediamo alcuni dati del settore. Secondo le stime di Assocontact, l’associazione di categoria delle imprese aderente a Confindustria , nel 2008 erano circa 200 le aziende italiane nel settore con circa 900 milioni di fatturato e circa 80.000 addetti. Una realtà significativa distribuita per il 50% a Nord, il 35% a Sud e il 15% nel Centro. L’area che si era maggiormente sviluppata era proprio il Sud (11% in più negli ultimi anni). Dopo il processo di stabilizzazione avviato dall’ex ministro del Lavoro Damiano, i lavoratori assunti con un contratto a tempo indeterminato hanno raggiunto quota 45 mila. La netta maggioranza degli addetti è composto da donne (75%). Oltre l’80% ha un diploma di scuola superiore, mentre i laureati sono attorno al 7-8%. I principali clienti delle società che gestiscono call center sono le aziende di telecomunicazioni e del settore dei media (55%). Più distanziate le imprese industriali (15%) e del comparto finanza-assicurazioni (14%). Il 75% dei costi a carico delle aziende è rappresentato dal personale. (more…)


  4. Se il tuo call center è il lupo cattivo

    aprile 3, 2012 by La Snorky

    (cc) di mr-bigman

    Quando gli operatori di call center fuggono

    I call center hanno tassi di abbandono del personale che si aggirano intorno al 50%. Quando un’azienda ha un alto turn over non è un buon segno e ciò vale anche per i call center. Nel senso comune gli operatori di call center sono identificati come giovani inesperti, con bassi titoli di studi o studenti che svolgono temporaneamente quel lavoro in attesa di completare gli studi. Un call center che funziona, che dura nel tempo, che soddisfa i clienti però, ha dipendenti più stabili, più maturi e più istruiti. L’azienda dovrebbe investire nel personale, nella sua scelta e nella formazione e per poter attrarre risorse umane che svolgano al meglio il proprio ruolo, deve saper offrire contratti stabili, soddisfacenti e un ambiente di lavoro stimolante, che conceda spazi di soddisfazione più che di frustrazione. Gli operatori con più anzianità di servizio sono quelli che hanno familiarità col prodotto o col servizio dell’azienda e sono i più utili al cliente. (more…)