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Posts Tagged ‘incentivi’

  1. Crisi: proposte per il mercato dei call center

    maggio 15, 2012 by La Snorky

    Parlando della crisi, le proposte di un imprenditore per il mondo dei contact center

    In questo articolo abbiamo visto le proposte indicate dal sindacato per fronteggiare la crisi nel settore dei contact center e che vede molte imprese del settore concordi. Cerchiamo di capire la posizione di un imprenditore, Corrado Cirio, AD di Metamarketing, che ci può fornire il suo punto di vista e le sue proposte.

    (cc) foto di lucasartoni

    Telodico: Cosa ne pensa dell’idea di ripristinare l’Osservatorio Nazionale sui call center presso la Presidenza del Consiglio? Quali attività portava avanti e che meriti o demeriti aveva?

    Corrado Cirio: A giudicare dall’ (ina)attività svolta a suo tempo – dal mio punto di osservazione – mi sembra l’ennesimo ente/struttura/commissione del tutto inutile, se non per chi ne farà parte diretta. Il settore non ha bisogno di leggi speciali (anche perché la definizione stessa di settore per i call center è del tutto discutibile: chi ne fa parte? Ha senso riconoscere rappresentatività esclusiva ad associazioni imprenditoriali dove sono presenti solo pochissime delle strutture realmente operative? In questa logica, il primo passo sarebbe la costituzione di un elenco ufficiale dei call center, cui obbligatoriamente far iscrivere le aziende. Un vincolo burocratico che, vista la farraginosità delle nostre strutture pubbliche, sarebbe certamente un peso, a fronte di ipotetici vantaggi tutti da definire). Contesto in linea di principio l’invenzione di comparti produttivi specifici, cui dedicare regole diverse e particolari. Le regole dovrebbero essere omogenee e generali, meno lo sono più contribuiscono a creare vantaggi di posizione e lacci allo sviluppo, alle riconversioni, eccetera.

    Telodico: Cosa ne pensa della proposta di riconoscere a quelle aziende del settore che, con accordi specifici con il sindacato, garantiscano la tenuta occupazionale e lo sviluppo, nonché la lavorazione in Italia delle commesse?

    Corrado Cirio: Di nuovo: perché “del settore”? A parte questo, dovrebbe essere evidente che una regolamentazione favorevole alle aziende che mantengono occupazione in Italia è problema di enorme rilevanza generale, rientra nelle competenze europee ed è ben al di là dei call center. Dubito dunque che si possa affrontare -se le misure devono essere trasparenti – in una logica di “settore”. (more…)


  2. Pronto? Pronto? C’è ancora qualcuno?

    aprile 12, 2012 by La Snorky

    La crisi nei call center

    (cc) di roberto_ferrari

    Il lavoro nel call center per molto tempo è stato vissuto come un ‘non lavoro’ (e  spesso nell’immaginario comune lo è tuttora), mentre oggi si presenta come un lavoro strutturato che ha bisogno di conquistare un proprio riconoscimento e una propria stabilità. È proprio la crisi degli ultimi anni, che ha colpito anche questo settore, che ha messo in evidenza la mancanza di una politica indutriale specifica. Tra il 2009 e il 2010 si sono persi 8.000 posti di lavoro e l’emorragia è proseguita anche per il 2011 con buona parte delle perdite previste (13.000) dal ‘Quarto Rapporto sulla dinamica occupazionale nei call center in outsourcing’, realizzato dal sindacato SLC CGIL e presentato a febbraio 2011.

    Prima di entrare nel merito delle cause della crisi, vediamo alcuni dati del settore. Secondo le stime di Assocontact, l’associazione di categoria delle imprese aderente a Confindustria , nel 2008 erano circa 200 le aziende italiane nel settore con circa 900 milioni di fatturato e circa 80.000 addetti. Una realtà significativa distribuita per il 50% a Nord, il 35% a Sud e il 15% nel Centro. L’area che si era maggiormente sviluppata era proprio il Sud (11% in più negli ultimi anni). Dopo il processo di stabilizzazione avviato dall’ex ministro del Lavoro Damiano, i lavoratori assunti con un contratto a tempo indeterminato hanno raggiunto quota 45 mila. La netta maggioranza degli addetti è composto da donne (75%). Oltre l’80% ha un diploma di scuola superiore, mentre i laureati sono attorno al 7-8%. I principali clienti delle società che gestiscono call center sono le aziende di telecomunicazioni e del settore dei media (55%). Più distanziate le imprese industriali (15%) e del comparto finanza-assicurazioni (14%). Il 75% dei costi a carico delle aziende è rappresentato dal personale. (more…)